Il "Giovane Eroe" da "Le Ultime lettere di Jacopo Ortis"
Molti dei nostri presumono che le nazioni straniere vengano per amore dell’equità a trucidarsi scambievolmente su’ nostri campi onde liberare l’Italia!
Moltissimi intanto si fidano nel Giovine Eroe nato di sangue italiano; nato dove si parla il nostro idioma. Io da un animo basso e crudele, non m’aspetterò mai cosa utile ed alta per noi.
Che importa ch’abbia il vigore e il fremito del leone, se ha la mente volpina, e se ne compiace?
Sì; basso e crudele – né gli epiteti sono esagerati.
A che non ha egli venduto Venezia con aperta e generosa ferocia?
[…] Vidi con gli occhi miei una costituzione democratica postillata dal Giovine Eroe, postillata di mano sua, e mandata da Passeriano a Venezia perché s’accettasse; e il trattato di Campo Formio era già da più giorni firmato e Venezia era trafficata; e la fiducia che l’Eroe nutriva in noi tutti ha riempito l’Italia di proscrizioni, d’emigrazioni, e d’esilii. – Non accuso la ragione di stato che vende come branchi di pecore le nazioni: così fu sempre, e così sarà: piango la patria mia,
Che mi fu tolta, e
il modo ancor m’offende
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