30.10.2013 17:59

La guerra di Crimea e gli accordi di Plombiéres

La guerra di Crimea

Il principale ostacolo all’indipendenza italiana era rappresentato dall’Austria e l’esperienza maturata  con la prima guerra di indipendenza aveva dimostrato chiaramente che il Piemonte da solo non era in grado di conseguire una vittoria contro un impero così potente.

Cavour era consapevole di questa situazione e comprese che l’Italia poteva solo sperare nell’appoggio delle grandi potenze europee; bisognava, quindi, riuscire a stringere delle relazioni con queste potenti nazioni straniere.

 

L’occasione propizia si presentò quando , nel 1853 , la Russia aveva attaccato la Turchia per entrare in possesso di alcuni territori che si affacciavano sul Mar nero ( la Moldavia e la Valacchia).

Francia ed Inghilterra si resero conto che se la Russia avesse conquistato uno sbocco sul Mare mediterraneo sarebbe divenuta un avversario troppo pericoloso, quindi decisero di scendere in campo a fianco della Turchia, per ostacolare il progetto russo.

In Crimea si combattè intorno alla fortezza di Sebastopoli, occupata dai Russi ed assediata da Francesi ed Inglesi.

Cavour seppe cogliere l’opportunità offertagli da questo conflitto ed inviò in aiuto ai francesi ed agli inglesi un corpo di spedizione di 15.000 soldati guidati dal generale La Marmora,  che si distinsero per il loro valore. In questo modo, ottenuta la riconoscenza di questi forti alleati stranieri, poté sedere al loro fianco al tavolo delle trattative , al termine della guerra.

Al Congresso di Parigi, per l’appunto, Cavour poté lamentare la difficile situazione italiana e fece presente come fino a quando l’Italia fosse rimasta sottomessa alla dominazione austriaca i fermenti di ribellione delle popolazioni italiche avrebbero costituito un serio pericolo per la pace in Europa.

La situazione italiana e la sua aspirazione all’indipendenza erano oramai a conoscenza di tutti i paesi europei.                                                                               

 

Gli accordi di Plombières

Dopo il Congresso di Parigi  Francia e Piemonte firmarono a Plombières, nel luglio 1858, un trattato segreto di alleanza antiaustriaca.


Gli accordi segreti di Plombières riguardavano l'assetto da dare al territorio italiano dopo una eventuale vittoria sull'Austria, contro la quale l'imperatore si impegnava a scendere in campo accanto al Piemonte soltanto se quella avesse dichiarato per prima la guerra. Si prevedeva una confederazione di Stati italiani comprendente:

  1.  il regno dell'Italia settentrionale (Piemonte, Lombardo - Veneto, Romagna, Emilia) su cui avrebbe regnato la dinastia sabauda,
  2.   un regno dell'Italia centrale, da assegnare ad un principe francese ma che al proprio interno avrebbe consentito il mantenimento dell'autorità pontificia sulla città di Roma,
  3.  il regno dell'Italia meridionale dove, ai Borboni spodestati, sarebbe succeduto un discendente di Gioacchino Murat.

    Nizza e la Savoia, due province del Regno di Sardegna confinanti con la Francia, costituirono il compenso chiesto al Piemonte dall'imperatore in cambio del suo intervento.

 

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